Possiamo dire che l’agricoltura biodinamica è un sotto insieme dell’agricoltura biologica.
Quest’ultima è un metodo di coltivazione sostenibile disciplinato a livello comunitario dal Reg. CEE 2092/91 che ammette solo l’impiego di sostanze naturali ed esclude l’uso di prodotti di concimi, diserbanti, insetticidi etc di origine chimica.

biobottega-livorno-agricoltura-biodinamica-rudolf-steiner-176x250L’agricoltura biodinamica è una pratica di coltivazione che trae ispirazione dalla Antroposofia di Rudolf Steiner, filosofo austriaco di fine ottocento noto per le sue applicazioni in campo medico, pedagogico, economico, agricolo e artistico. Steiner considera l’azienda agricola come un “organismo vivente autosufficiente”, che si inserisce a sua volta nel più grande organismo vivente cosmico, la Terra, da cui viene influenzata.
I ritmi cosmici influenzano i calendari di semina, coltivazione e raccolta.
L’agricoltura biodinamica è regolata dalle stesse norme europee della biologica, il già citato Reg. CEE 2092/91.

Volendo essere più specifici quando si parla di agricoltura biologica ci si riferisce non solo ad un metodo di coltivazione ma ad un intero sistema di produzione agricola, quasi ad una filosofia di vita.
Questo sistema ha come obiettivo primario quello di non creare impatti negativi sull’ambiente a livello di inquinamento di acque, terreni, aria e – di conseguenza – proporre al consumatore prodotti genuini che rispettano il ciclo della natura.
Per fare questo nel ciclo di produzione si adottano queste pratiche:

  • rotazione delle colture, scegliendo quelle che si completano a vicenda. Se un anno si coltiva una pianta che assorbe dal terreno alcuni sali, l’anno successivo viene sostituita con un’altra in grado di restituire alla terra gli elementi di cui è stata privata in precedenza.
  • disinfestazione con sostanze naturali: ci sono limitazioni regolamentate nell’uso di pesticidi e fertilizzanti sintetici, antibiotici nell’allevamento degli animali, additivi negli alimenti e coadiuvanti, e altri fattori produttivi.
  • divieto dell’uso di OGM (organismi geneticamente modificati)
  • uso efficace delle risorse del luogo

Anche le fasi successive del “sistema agricoltura biologica” quali la trasformazione degli alimenti, la distribuzione e la vendita perseguono il minore impatto ambientale: tutte le fasi, dalla produzione alla distribuzione, devono rispettare precisi vincoli e sottostare ai controlli degli enti verificatori accreditati dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali.

Ciascun prodotto immesso in commercio come “prodotto biologico” deve riportare il logo EU dell’agricoltura biologica, il codice di autorizzazione dell’ente certificatore e il nominativo e codice dell’organismo di controllo.
Questo sistema di etichettatura valido in tutta Europa offre ai consumatori la sicurezza riguardo alla natura biologica dei prodotti acquistati.

L’agricoltura biodinamica segue i medesimi principi. Le differenze possono essere nell’uso di specifici preparati biodinamici (ottenuti da letame, polvere di quarzo o sostanze vegetali in diluizione omeopatica) e del compost, ottenuto dai rifiuti.
Lo scopo è quello di avere un agricoltura ad impatto ambientale zero, che non rilascia residui chimici nell’atmosfera, nel terreno e nell’acqua, con un miglioramento sostanziale della qualità degli alimenti e della salute umana.
I prodotti biodinamici possono avere anche una certificazione ad hoc, secondo lo standard Demeter, la più grande associazione al mondo che si occupa di certificare le aziende biodinamiche.

Ti rimandiamo anche alle relative voci “agricoltua biologica” e “biodinamica” su Wikipedia per maggiori approfondimenti.

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